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CUORE E CARATTERE ADAMANT: FIORENZUOLA KO IN UN FINALE THRILLER

di Niccolò Cariani

Brutti, sporchi e cattivi. Queste sono le tre parole che rappresentano al meglio la vittoria dell’Adamant Ferrara contro Fiorenzuola in una gara combattuta fino all’ultimo secondo. Dopo le difficoltà iniziali, gli estensi reagiscono e riescono a portarsi avanti, resistendo fino alla fine al tentativo di risalita dei Bees anche grazie ad un po’ di fortuna.

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Foto di Nicolò Mazzini

Gara che inizia con grande agonismo, con entrambe le squadre che corrono molto da una parte all’altra del campo. Con il passare dei minuti, però, è Fiorenzuola a provare la fuga, trascinata da un grande Tiberti, autore di 12 dei suoi 14 punti complessivi già nel primo quarto. Ferrara fatica al tiro e si affida spesso a decisioni difficili e forzate, anche per merito della solida difesa dei Bees. La squadra di coach Marco Del Re ne approfitta così per allungare e chiudere i primi dieci minuti in vantaggio sul 15-20. La seconda frazione si apre con Fiorenzuola intenzionata a proseguire la propria fuga, grazie a quattro punti consecutivi di Lui. Ferrara sembra non trovare ritmo e velocità, ma è proprio nel momento più complicato che i ragazzi di coach Simone Bianchi rialzano la testa. Isotta e Jovanovic riportano la sfida in parità, mentre la tripla di Delfino, a quasi tre minuti dalla sirena, firma il sorpasso estense sul 28-26. Fiorenzuola prova a rispondere affidandosi al dinamismo e al talento di Biorac, ma Ferrara chiude il quarto in crescendo: un parziale di 6-0 negli ultimi 50 secondi firmato da Misolic e Paolin, permette agli estensi di andare al riposo sul 35-31.

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Foto di Nicolò Mazzini

La ripresa si apre all’insegna dell’equilibrio, con le difese protagoniste e gli attacchi che faticano a trovare la via del canestro. L’Adamant cerca di amministrare il vantaggio, trascinata da Isotta, mentre Fiorenzuola resta in scia grazie a Cecchinato e De Zardo. Ferrara si conferma tenace nella propria metà campo, ma in attacco torna a commettere qualche scelta precipitosa di troppo, come già accaduto nel primo quarto. I Bees ne approfittano per ricucire lo strappo con Ambrosetti e Mazburss, fino a raggiungere la parità sul 47-47 grazie al canestro di Lui nel finale. Nell’ultimo quarto prevale la tensione per entrambe le squadre, con tanti errori da una parte all’altra. Fiorenzuola riesce a portarsi avanti con Krilkovs e Lui, mentre Ferrara resta in scia con Delfino e Misolic (51-52 a 6’23”). Per 2 due minuti e mezzo non segna nessuno, fino a quando, a 3’50” dalla sirena, ci pensa Isotta a sbloccare la situazione con una tripla che fa esplodere il pubblico di casa e riporta Ferrara avanti sul 54-52. La giocata dà nuova energia all’Adamant, che torna a trovare il canestro con Misolic e Bottioni. Fiorenzuola, però, non ha alcuna intenzione di arrendersi e rimane aggrappata alla partita grazie ai tiri liberi di De Zardo, preciso dalla lunetta nei momenti decisivi. Si arriva così a un finale al cardiopalma: sul 63-60, Ferrara è chiamata a difendere il proprio vantaggio. Cecchinato ha la possibilità di riportare i Bees a un solo punto, ma dalla lunetta realizza soltanto il primo tiro libero. Sul secondo errore, Fiorenzuola conquista però un rimbalzo offensivo e, dopo la tripla della disperazione di Ambrosetti, si procura con Biorac due tentativi di tap-in che, per fortuna dei padroni di casa, si spengono sul ferro proprio al suono della sirena consentendo così a Ferrara di vincere una partita al cardiopalma 63-61. Due punti conquistati con un pizzico di fortuna, ma anche con nervi saldi e carattere. Ferrara riesce a portare a casa una partita complicata, dimostrando di saper resistere alle difficoltà e di avere la capacità di restare sempre in partita, anche nei momenti più delicati.

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Foto di Nicolò Mazzini

Top scorer per l’Adamant è Bozo Misolic, protagonista di un’altra partita d’autore dopo quella contro Vicenza, che chiude con 18 punti. Chiude in doppia cifra anche Isotta, protagonista nei momenti chiave della partita con 14 punti e 8 rimbalzi

Il post partita di Simone Bianchi:

“Sappiamo che non abbiamo fatto una partita bella esteticamente da vedere, però arrivava una squadra vera, con dei giocatori veri, con identità che faceva 80 punti di media segnati e li abbiamo tenuti a 61. Abbiamo vinto una partita di due con brivido finale tirando col 52% dai tiri liberi e il 21% da tre punti, ma per diventare squadra serve anche questo, perché se si pensa che si possono vincere tutte le partite essendo belli in attacco e super in difesa, probabilmente bisogna guardare altre categorie e altre squadre. Noi siamo questi, siamo capaci di giocare bene, siamo capaci di sbucciarci le ginocchia buttandoci su un pallone buttando il cuore in campo. I ragazzi hanno fatto tutto ciò, quindi siamo e sono molto orgoglioso della squadra. Sono convinto che questa vittoria ci darà un insegnamento particolare perché l’abbiamo vinta soffrendo e di fortuna, è un tatuaggio che ci deve rimanere sulla pelle e ci deve dire e insegnare guardandolo “siamo stati capaci di vincere anche così”, anche commettendo gli errori. Ogni errore è un momento di crescita, però intanto abbiamo vinto: soffrendo, sbagliando, facendo delle cose giuste, ma abbiamo vinto e questo è quello che conta“